Paesaggio dell'Irpinia
Il sito che vi apprestate a navigare è dedicato alla "Verde Irpinia", di cui l'immagine proposta mostra un bel paesaggio nei pressi di Montecalvo Irpino. Frequentata ed abitata sin da epoche remote, l'Irpinia trae il suo nome da "Hirpinia", a sua volta derivante da "Hirpus", il lupo nella lingua osca parlata dalla stirpe degli Hirpini, che si insediò su queste terre a partire dal VI secolo A.C.. Al periodo "d'oro" (V-IV secolo A.C.), seguì quello delle aspre lotte nell'ambito della Lega Sannitica contro i Romani, che si protrassero per oltre mezzo secolo. Terminato il lungo periodo dalla dominazione romana, col crollo dell'Impero d'Occidente (476), il successivo millennio vide le terre d'Irpinia invase da tantissimi popoli, come gli Ostrogoti, i Bizantini, i Longobardi, i Saraceni, i Normanni, gli Svevi, gli Angioini, gli Aragonesi e via discorrendo. Senza alcun dubbio, tra quelli indicati, il posto di rilievo spetta ai Longobardi, dato che erigendo tantissimi fortilizi difensivi a protezione di vari siti strategici, tali barbari favorirono la nascita di tantissimi borghi medioevali, avvinti appunto attorno al castello longobardo ed alla chiesa Madre. Inoltre, con la definizione della questione interna, avvenuta nell'849, e la divisione del Ducato longobardo in due Principati, in seguito denominati Principato Citra Serras Montorii (Principato di Salerno) e Principato Ultra Serras Montorii (Principato di Benevento, in cui ricadevano Abellinum/Avellino), i Longobardi conferirono un migliore assetto al territorio ed agli insediamenti urbani nel frattempo sorti. E sarà tale assetto territoriale a condizionare la futura storia dell'Irpinia, comprendente gran parte del Principato Ultra o Ulteriore, che ebbe come Capoluogo Avellino dal 1284 al 1581, poi Montefusco fino al 1806 ed, infine, nuovamente Avellino.
Quando si parla di "Irpinia", immediato è l'accostamento, anzi, l'identificazione con la Provincia di Avellino. Tuttavia, tale identità è "menomante", nel senso che l'Irpinia, storicamente intesa, è molto più vasta, ricomprendendo territori e genti oggi amministrativamente rientranti nelle Province di Benevento, Foggia, Potenza e Salerno, oltre che Avellino. Inoltre, il territorio della Provincia di Avellino, che già alla fine del XIX secolo non comprendeva tutta l'Irpinia, era esteso per più di 3000 kmq, con circa 400000 Irpini e 128 comuni, ripartiti tra i tre Circondari, di Avellino (66 Comuni, 1191 kmq e 183.821 abitanti), di Ariano (26 comuni 1135 kmq e 92010 abitanti) e di S. Angelo dei Lombardi (36 comuni, 1323 kmq e 121942 abitanti). Purtroppo, ragioni amministrative determinarono, da un lato, l'accorpamento di alcuni Comuni, in modo da conseguire economie di scala (Bellizzi in Avellino, Chianchetelle e S. Pietro Indelicato in Chianche, Quaglietta in Calabritto, Tavernola S. Felice in Aiello del Sabato, S. Agata di Sotto in Solofra), dall'altro, il "trasloco" di altri Comuni dalla Provincia di Avellino alle limitrofe Province di Benevento (S. Arcangelo Trimonte) e Foggia (Accadia, Anzano degl'Irpini, Monteleone di Puglia, Osara Dauno Irpina, Rocchetta S. Antonio).
Molti dei problemi dell'Irpinia e degli Irpini derivano dalla loro divisione e, soprattutto, dall'inclusione, per la gran parte, in due regioni costiere, la Campania e la Puglia, la cui popolazione è etnicamente e storicamente nettamente diversa, per caratteri, abitudini, comportamenti e dialetto, dalle genti irpine, che vivono su monti o in valli.
L'Irpinia è una bella terra, paesaggisticamente parlando, ma tanto ha sofferto, sia per calamità naturali (es. terremoti), sia per eventi economico-sociali (es. drammatiche emigrazioni di massa), sia per la sciagurata gestione della cosa pubblica che non ha affatto favorito lo sviluppo del territorio.
"Irpinia nazione, Irpinia regione!", il motto sotto il logo Irpinia.info, vuole sottolineare l'identità irpina, la cui specificità richiede la costituzione di un'autonoma regione "Irpinia", che riunisca in un'unica entità amministrativa gli Irpini delle Province di Avellino, Benevento, Foggia, Potenza e Salerno.
Tale esigenza, non è nuova, nè è legata ad esigenze contingenti; al contrario, è antica e radicata. Giusto a titolo di esempio, ricordiamo che nel lontano 1906, il Prof. Gabriele Grasso, della Regia Università di Messina, Arianese di nascita, sottolineò come fosse "impropria (la) denominazione di campani" ascritta agli Irpini, visto che "... il compendio dei legami geografici, storici, etnografici .....ci consigliano un più razionale aggruppamento compartimentale delle nostre province. E questo aggruppamento non l'avremo se non quando, separato il Molise dall'Abruzzo e le provincie di Benevento e di Avellino dalla Campania, non additeremo, nella statistica ufficiale e nelle scuole, un compartimento sannitico-irpino....".
D'altronde, la fortissima disomogeneità geofisica e sociologica che caratterizzava la Regione Campania all'atto della sua istituzione, avrebbe posto le aree interne, come la Provincia di Avellino, in una posizione di svantaggio rispetto all'attenzione che si sarebbe data a Napoli ed al Napoletano (dove si concentra la metà della popolazione regionale). Pertanto, non veggente, ma attento previsore fu Rocco Palestra, che nel 1963 nella Rivista "Economia Irpina", Avellino - Tipografia Pergola, si espresse assai criticamente nei confronti dell'inclusione della Provincia di Avellino nella Campania, sottolineando, tra l'altro, la scarsa attenzione che sarebbe stata data all'economia montana, cosa che avrebbe penalizzato (come è accaduto) fortemente la Provincia di Avellino, dove neanche un Comune è sotto ai 100 metri, mentre dei 118 rimanenti, ben 64 sono al di sopra di quota 500.
Qual è la strada per tutelare gli interessi dell'Irpinia e degli Irpini? Il già citato Rocco Palestra lucidamente osservò che "Senza una decisa volontà degli abitanti delle colline di farsi sentire in ogni modo, in ogni luogo ed ad alta voce nessun rimedio, per buono che sia, sarà valido. II primo e che si prema per far sentir che si è vivi." Quindi, occorre far sentire e vedere la nostra presenza, come fa www.irpinia.info.
Inoltre, "La possibilità di rimaneggiare i confini attuali, cioè crearne dei nuovi che rispettino per quanto è possibile le omogeneità geofisiche e sociologiche ..... Sarebbe una cosa logica e buona", come si espresse il citato Rocco Palestra. Ed infatti, come abbiamo spiegato in Missione, ciò che ci proponiamo è proprio l'ultimo obiettivo, la creazione di una coscienza comune degli Irpini, la rinascita di un forte sentimento unitario che conduca alla nascita della "Regione Irpinia".
Al tempo stesso, la necessità di rinsaldare i collegamenti con la "Diaspora irpina", gli Irpini e loro discendenti sparsi nel mondo, mira a fare di www.irpinia.info il punto di riferimento di tali nostri fratelli, affinchè possano riscoprire le loro radici, cosa che in molti stanno già facendo, "tempestandoci" di e-mail e richiedendoci di entrare in contatto con i loro parenti dell'Irpinia che vorrebbero conoscere.
