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Longobardi

I feroci Longobardi, un primo tempo ostili al Cristianesimo, verso la metà del VII secolo, colpiti dall'aiuto ricevuto dalla popolazione cristiana durante gli attacchi bizantini, videro sotto una "nuova luce" i Cristiani, che cominciarono a tollerare, addirittura convertendosi e cominciando ad edificare luoghi di culto, molti dei quali dedicati all'Arcangelo Michele, che somigliava molto ad uno dei loro Dei guerrieri.

E' probabile che nel corso del VII, VIII e l'inizio del IX secolo, dovette aumentare la concentrazione di persone sulla Collina "Selectianum", poi divenuta "La Terra", anche se ciò non portò ancora ad una vero e proprio borgo medioevale fortificato.

Con la definizione della questione interna, avvenuta nell'849, e la divisione del Ducato longobardo in due Principati, in seguito denominati Principato Citra Serras Montorii (Principato di Salerno) e Principato Ultra Serras Montorii (Principato di Benevento, in cui ricadevano Abellinum/Avellino), i Longobardi poterono dare un migliore assetto al territorio ed agli insediamenti urbani nel frattempo sorti, tra cui l'aggregato sulla Collina "La Terra" che doveva aver ormai acquisito la tipica conformazione ad avvolgimento, con una serie concentrica di abitazioni attorno all'originaria Chiesa di S. Maria, costituente ormai il nucleo originario del Capoluogo.

Ma proprio l'evento della divisione citata del Ducato longobardo apre un'altra questione, quella della data di edificazione del Castello di Avellino, che è riconducibile alla seconda metà del IX secolo, durante il quale si ebbe anche la prima citazione di "Avellinum", che venne protetta da possenti mura e fu al centro di una vasta Contea.

Sull'altura di "Selectianum", detta poi "La Terra", i circuito della "Civitas Abellini longobarda" si snodava attorno all'originaria Chiesa di S. Maria, l'attuale Duomo e l'Episcopio (divenuto poi Seminario, distrutto dal terremoto 1980, sul cui sito vennero rinvenuti antichi ruderi), e comprendeva la Chiesa di S. Lorenzo, la Porta Beneventana, la Torre dell'Orologio, nei cui pressi vi era la Porta di S. Antonino, la Chiesa di S. Andrea, la Postierla, la Chiesa di S. Nicola dei Greci, Piazza Maggiore e l'Altura del Castello, di fronte a cui, a metà strada tra Via Tufara e la sua parallela in discesa, si trovava Porta Maggiore. A nord di questa c'era la Via del Carbonaio, fuori delle mura, a sud, la Via salernitana. In prossimità del Castello, si trovava la Chiesa di S. Pietro, già esistente nell'891. Pure esistente al 993 era la Chiesa di S. Agnese, mentre più distante era la Chiesa di S. Maria di Summonte, soggetta al monastero di S. Modesto di Benevento. Non molto distante dalla Cattedrale venne eretto il Monastero di S. Benedetto.

Gli eventi riportati precedentemente rendono verosimile la quadrisecolare vacanza della Sede Episcopale di Avellino, cioè dalla metà del VI secolo fino al 969. In tale lungo periodo, se da un lato, la giurisdizione territoriale ecclesiastica dovette rientrare nella competenza del Vescovo di Benevento, dall'altro, è lecito ipotizzare che dei fedeli si interessasse materialmente l'Abate della Basilica della Santissima Annunziata di Prata di Principato Ultra. Ciò spiega perché, quando venne ripristinata la Sede Episcopale di Avellino (o, se ancora esistente di Abellinum), il Vescovo assunse anche il titolo di Abate di S. Maria di Prata, o anche dell'Annunziata.

La ricostituzione delle antiche Cattedra episcopali, tra cui quella avellinese, in qualche modo, dovette ricollegarsi, oltre all'esigenza di prendersi cura delle anime dei fedeli, in rilevante crescita numerica per l'esplosione demografica, anche all'incombente pericolo rappresentato dagli attacchi dei Saraceni, tra la fine del IX secolo e l'inizio del X secolo.

Nel 969, l'Imperatore germanico Ottone I, da cui dipendeva il Principato di Benevento, al fine di frenare la crescita del clero bizantino, che aveva ad Avellino la Parrocchia di S. Nicola dei Greci alla Rampa della Tofara, occupò Avellino e chiese al Papa Giovanni XIII l'istituzione della Sede Vescovile di Avellino. Per tale motivo, il 26 maggio 969 il Papa citato conferì a Landolfo I, Vescovo di Benevento, il titolo di Arcivescovo ed elevò ad Archidiocesi metropolita quella sede; Avellino fu una delle dieci diocesi suffraganee (dipendenze) con Quintodecimo (l'antica Aeclanum), Ariano (Irpino), Alife, Ascoli (Satriano), Bovino, Larino, Sant'Agata (dei Goti), Telese e Volturara (Apula). Tra le suffaganee, però, Avellino venne posta in posizione privilegiata, come dimostra la collocazione del Vescovo di Avellino accanto all'Arcivescovo di Benevento, che si vede sulla porta bronzea del Duomo di Benevento.

Non è dato di sapere se immediatamente la vacanza della Cattedra vescovile venne colmata. Il primo Vescovo di cui si abbia conoscenza risale al 1053, di nome Truppualdo, documentato in un atto di donazione esistente nell'Archivio di Montevergine.

Coll'istituzione della Cattedra episcopale, il Vescovo si chiamò "Pontifex sanctae Mariae sedis abellinensis". La Chiesa Madre di S. Maria divenne la Chiesa del Vescovo e, dal 900 al 1100, funse da Cattedrale, fino a quando venne abbattuta per consentire la realizzazione della struttura romanica, l'attuale Duomo. Il nucleo originario corrisponde all'attuale Chiesa dei Sette Dolori, la parte designata sin dal 1422 Cappella della Santissima Annunziata.

Venne poi la volta del Vescovo Goffredo (1059) , che col titolo di Episcopus avellanensis (leggasi avellinensis) partecipò al Concilio Lateranense, del Vescovo Pietro (1068), di cui si ha notizia in un documento custodito presso l'Archivio di Montevergine, un atto pubblico relativo ad alcuni suoi eredi, da cui si deduce che era già "dipartito", del Vescovo Innominato (1071), che partecipò il 1 ottobre alla consacrazione della rinnovata Basilica di Montecassino e che fu testimone del passaggio dalla dominazione longobarda a quella normanna.

Tuttavia, nonostante che Roberto il Guiscardo avesse avuto da Alessandro III, nel 1080, a Ceprano, la conferma dell'annessione del territorio del Principato di Benevento, Avellino ebbe il suo primo Conte normanno solo nel 1112, quando Riccardo, Conte di Sarno, con la forza, si impossessò di una parte di questa Contea.

E così, passiamo a trattare della dominazione normanna.

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